“Il peggiore difetto che può avere un uomo è l’indifferenza per la perfezione.”

Lo scriveva Italo Calvino. E’ una frase che amo tantissimo e che risuona forte, oggi più che mai. Soprattutto quando si viaggia.
Perché viaggiare – quello vero – non è collezionare città, bandiere, tappe. Ma allenare lo sguardo. Aprire il cuore. Saper vedere. Saper sentire.

Attenzione però: la perfezione non è solo quella di una scultura rinascimentale o di un paesaggio da cartolina. È la perfezione sottile di uno sguardo gentile, di un gesto fuori copione, di un silenzio che cambia tutto. È accorgersi di un’ombra che cade sul muro al tramonto, di una ciotola di ceramica fatta a mano in un caffè sperduto, di un odore che rimanda a un ricordo lontano. Perfezione è anche l’imperfezione di un oggetto fatto a mano, perfetto nel suo essere autentico e soprattutto armonico.

Chi viaggia con questa cura, chi non è indifferente all’armonia recondita delle cose, vive un’esperienza profonda. Tocca il cuore delle cose. E lascia che le cose lo tocchino davvero.

Noi di Raremood crediamo in questo tipo di viaggio: esperienziale, raffinato, emotivo, alla ricerca dell’inusuale. Non serve andare lontano: serve solo una mente presente, occhi aperti e cuore ricettivo. Che sia un treno lento in Toscana, un bistrot sconosciuto a Marsiglia o una galleria d’arte nel retro di una libreria a Berlino, l’esperienza è lì. Ma si rivela solo a chi la sa vedere.

E allora, questa estate, quando prepari la valigia, porta con te anche la frase di Calvino. Come un promemoria gentile: non essere indifferente alla perfezione. La potresti trovare spesso. Guardati intorno. Accorgiti. Emozionati.

Perché tutto il senso del viaggio, forse, è proprio lì: nella meraviglia piccola e impercettibile, che si svela solo a chi la cerca con intenzione.

Isabella